Deviazioni - Libri, saggi, letture che spostano lo sguardo
- 11 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Il filo che resiste
Nei giorni scorsi ho scritto della notizia del ritorno del Regno Unito nel programma Erasmus+ a partire dal 2027. Qualche settimana prima, in occasione del 25 novembre, mi ero soffermata su un libro che ho amato profondamente: Canto per Europa, di Paolo Rumiz.
In questi giorni che precedono le festività — tra chiusure di rendicontazioni, cene con amici e colleghi, e notizie che dai telegiornali sembrano ripetersi identiche, in un eterno ritorno dell’uguale — i temi dell’Europa, della sua esistenza e della sua fragilità, di Erasmus+ Programme, delle scuole e delle università come luoghi di resistenza, hanno prodotto in me un piccolo cortocircuito.
Un’associazione improvvisa, ma potente.
Rileggere il filo
Mi sono ritrovata così a rileggere Il filo infinito, il libro in cui Rumiz attraversa l’Europa seguendo la rete dei monasteri benedettini.
Dopo la dissoluzione dell’Impero romano, quei monasteri furono roccaforti di cultura: luoghi in cui il sapere veniva custodito, copiato, trasmesso,mentre il mondo intorno crollava e si trasformava.
Da quei luoghi appartati è passata un’idea di futuro fondata sulla continuità,sulla pazienza,sulla relazione,sulla conoscenza.
Un’Europa che non si affermava con la forza, ma con la cura del tempo lungo.
Il filo, oggi
Oggi quel filo assume forme diverse. Eppure, continuo a pensare che il principio sia lo stesso.
Sono fermamente convinta che la generazione Erasmus+, e tutte le persone che viaggiano, studiano, si incontranonelle città europee, possano essere parte di questa risposta.
Forse l’Europa rinasce sempre così: nel ritornare alle origini,nel ricordare che non è un dono, ma una conquista quotidiana, nel tessere trame e fili, reti e relazioni, tra persone e comunità,tra città e Paesi.
Una deviazione necessaria
È un’idea semplice, ma resistente: che la conoscenza, quando viaggia, genera speranza; che l’incontro costruisce pace; che il futuro nasce dalla relazione.
Grazie a chi continua a tenere vivo questo filo, anche nei giorni più lenti dell’anno.
Ci rileggiamo dopo le feste, con nuovi appunti, nuove tappe, nuove mappe, nuove deviazioni.
