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MAPPE | Il bilancio europeo che verrà: cosa ci racconta il nuovo MFF 2028–2034

6 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Settembre, per me, ha sempre un po’ il sapore di un nuovo inizio.

Finisce l’estate, riprendono i ritmi di lavoro, ricominciano corsi, progetti, riunioni, scadenze. E, inevitabilmente, si torna anche a guardare avanti.


Quest’anno, ancora di più.

Perché mentre siamo pienamente dentro la programmazione europea 2021–2027, abbiamo già davanti i primi contorni di quella che verrà dopo.


E allora mi è sembrato il momento giusto per tornare alle Mappe e guardare un po’ più lontano: al nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028–2034, alla nuova architettura dei programmi e a ciò che questa proposta ci racconta sull’Europa che si sta preparando.


Il Quadro Finanziario Pluriennale, o Multiannual Financial Framework – MFF, è il bilancio di lungo periodo dell’Unione europea.

Dura sette anni e, in fondo, racconta una cosa molto semplice: dove l’Europa decide di mettere le proprie risorse per trasformare le priorità politiche in azione concreta.

Il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta per il nuovo MFF 2028–2034, che dovrebbe succedere all’attuale programmazione 2021–2027, con una dotazione complessiva vicina ai 2.000 miliardi di euro.

La proposta si muove attorno ad alcune parole chiave molto chiare: semplificazione, strategia e flessibilità.

L’obiettivo è costruire un bilancio capace di rispondere meglio alle crisi, rafforzare la competitività europea, sostenere territori e cittadini e rendere più semplice l’accesso agli strumenti di finanziamento.


Una nuova geografia della programmazione europea

Per chi lavora nella progettazione europea, però, il punto interessante non è soltanto la dimensione economica del bilancio.

È la nuova geografia dei programmi che comincia a delinearsi.


La proposta si articola in quattro grandi pilastri:

1. Coesione, agricoltura, prosperità rurale e sicurezza 2. Competitività, prosperità e sicurezza

3. Global Europe

4. Amministrazione pubblica europea

All’interno di questa architettura, per chi lavora nei settori dell’educazione, della cultura, della cittadinanza e della società civile, ci sono già alcuni elementi molto interessanti da osservare.


Istruzione, competenze e valori democratici

Uno degli assi più significativi della proposta riguarda il rapporto tra istruzione, competenze, partecipazione e valori democratici.

Erasmus+ viene confermato come uno dei programmi faro del bilancio europeo e, nella proposta della Commissione, la sua dotazione salirebbe a 40,8 miliardi di euro.

Il programma continuerebbe a investire nell’apprendimento permanente, nelle competenze per la vita e per il lavoro, ma anche nella diffusione dei valori dell’Unione, nella partecipazione democratica e sociale, nella solidarietà, nell’inclusione e nelle pari opportunità.

Erasmus+ viene inoltre indicato come una delle colonne portanti della futura Union of Skills.


Accanto a Erasmus+ compare poi una delle novità più interessanti del prossimo quadro finanziario: AgoraEU.

Che cos’è AgoraEU?

AgoraEU è un programma di nuova istituzione che, nelle intenzioni della Commissione, dovrebbe innestarsi sull’esperienza di CERV ed Europa creativa.

Il riferimento all’“agorà” è tutt’altro che casuale: richiama lo spazio pubblico, il luogo dell’incontro, della partecipazione e del confronto.

Il programma dovrebbe sostenere una società civile dinamica, gli scambi culturali, i settori audiovisivi e creativi, la libertà dei media, la partecipazione dei cittadini, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto.


In altre parole, molti degli ambiti che oggi conosciamo attraverso CERV ed Europa creativa potrebbero trovare una nuova collocazione all’interno di un quadro più integrato.

Ed è proprio questo il passaggio che trovo più interessante.

La futura programmazione sembra leggere competenze, cittadinanza, cultura e valori democratici non come ambiti separati, ma come parti complementari della stessa idea di Europa.


Perché guardare già oggi al 2028?

Perché chi fa progettazione europea non può limitarsi ad aspettare l’uscita delle call.

Le call sono l’ultimo passaggio.

Prima vengono le politiche, le priorità, i negoziati, le scelte finanziarie e la costruzione dei programmi.

Seguire oggi il nuovo MFF significa quindi iniziare a capire quali temi verranno rafforzati, quali strumenti potrebbero cambiare, quali programmi verranno integrati e verso quali direzioni si sta spostando la programmazione europea.

Significa, in altre parole, leggere la mappa prima che tutte le strade siano già state tracciate.


Naturalmente siamo ancora nella fase della proposta.

Il nuovo bilancio dovrà attraversare un lungo negoziato tra le istituzioni europee. La decisione sul futuro Quadro Finanziario Pluriennale richiederà l’unanimità degli Stati membri in Consiglio e l’approvazione del Parlamento europeo. Struttura, dotazioni e articolazione dei programmi potranno quindi ancora cambiare.


Ma è proprio per questo che vale la pena cominciare a osservarlo adesso.

Per chi, come me, lavora soprattutto su Erasmus+, CERV ed Europa creativa, i prossimi mesi saranno particolarmente interessanti.

Perché mentre continuiamo a progettare nel quadro 2021–2027, stiamo già iniziando a vedere la forma dell’Europa dei progetti che verrà dopo.


European ideas. Human connections. 🩷 


 
 
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