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Tappa - Parità di genere: una sosta necessaria nel Taccuino Europeo

  • 11 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

La prima tappa del mio Taccuino Europeo nasce da un tema che sento profondamente, sul piano personale e professionale: l’uguaglianza di genere.


Il diritto all’uguaglianza è scritto nelle Costituzioni, nei Trattati, nelle Carte dei diritti.Eppure, nella vita reale di molte donne, resta fragile, intermittente, spesso messo in discussione.Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non è solo una data simbolica: è un promemoria collettivo. I diritti non sono mai definitivamente acquisiti. Avanzano solo se qualcuno li protegge, li pratica, li difende ogni giorno.

Da qui nasce una domanda che accompagna spesso il mio lavoro di progettazione europea:

Quali finanziamenti europei sostengono davvero la parità di genere e la lotta alle discriminazioni?

Un programma che traduce i valori in azione

Una risposta concreta è il programma CERV – Citizens, Equality, Rights and Values Programme.CERV non è solo un contenitore finanziario: è uno strumento politico e culturale che sostiene azioni di prevenzione, protezione delle vittime, educazione ai diritti, rafforzamento della società civile. In altre parole, trasforma i valori europei in pratiche quotidiane.


Perché questa tappa vale una sosta

Parità di genere e contrasto alla violenza non sono temi “laterali” rispetto all’integrazione europea.Ne sono una parte essenziale.

All’interno di CERV, la call European Remembrance – e in particolare il Topic 4 – invita a rileggere i momenti chiave della storia europea alla luce delle sfide attuali: diritti umani, discriminazioni, memoria come responsabilità viva.

È proprio su questa call che, come Officine Europa APS, insieme a partner italiani ed europei, abbiamo costruito e vinto il progetto WE Frame – Collective Views for Equality.


Una tappa che ha segnato il mio percorso

WE Frame non è stato solo un progetto finanziato.È stato – ed è – uno spazio di lavoro condiviso, di ascolto, di costruzione di sguardi collettivi sull’uguaglianza. Un esempio concreto di come l’Europa possa essere abitata attraverso pratiche culturali, educative e civiche.

Per questo questa prima tappa trova posto nel mio Taccuino Europeo.Perché parlare di Europa significa, prima di tutto, interrogarsi su quali diritti scegliamo di proteggere e come decidiamo di farlo, insieme.


Questa è solo la prima sosta. Il viaggio continua.

 
 
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