Tappa - La domanda prima del progetto
- 11 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Una call non è solo un bando. È, prima di tutto, una domanda che l’Europa ci rivolge.
Vale per tutti i programmi europei, ma in questa seconda tappa del Taccuino Europeo mi soffermo su Erasmus+ Programme. Non a caso: è il programma su cui abbiamo lavorato intensamente nelle ultime settimane, tra webinar, sessioni di coaching e momenti di confronto con progettisti, enti e professionisti.
Prima delle attività, prima del budget
Nel lavoro di progettazione europea c’è un passaggio che spesso viene sottovalutato — o affrontato troppo in fretta. Eppure è il più importante.
Prima delle attività. Prima del budget.Prima delle soluzioni già in tasca.
C’è una domanda da comprendere.
Qual è il problema reale a cui vogliamo rispondere?
È da qui che prende forma la logica di intervento: quel filo invisibile ma essenziale che collega il bisogno concreto dei destinatari ai risultati che vogliamo generare.
La logica di intervento, in pratica
Quando questo filo è chiaro, il progetto inizia a respirare.In termini molto concreti, significa:
chiarire il problema e i bisogni dei target
tradurli in obiettivi di cambiamento, generali e specifici
definire risultati attesi coerenti e verificabili
costruire attività e Work Packages solo come risposta a quei risultati
pensare l’impatto nel medio-lungo periodo, non come effetto collaterale ma come obiettivo centrale
È un lavoro di allineamento continuo, che richiede ascolto, metodo e capacità di sintesi.
Quando il filo tiene (e quando si spezza)
Se questo filo resta integro, il progetto regge anche sotto stress: valutazione, implementazione, rendicontazione. Se si spezza, invece, anche le attività più brillanti rischiano di perdere senso, diventando esercizi formali senza direzione.
È da qui che nasce un buon progetto europeo. Non dall’idea “geniale”, ma da una domanda compresa fino in fondo.
Tutto inizia dalla domanda giusta
Le call non chiedono idee. Chiedono senso. Calls don’t ask for ideas. They ask for meaning.
